I luoghi del Sigillo degli Dèi: Venezia

Ecco un altro articolo sui luoghi del Sigillo degli Dèi … 

Il primo aveva riguardato il Tempio di Amon e l’Oasi di Siwa. Ora presentiamo Venezia, dove vive Emma.

“Sebbene quella vista le fosse ormai familiare, quello scorcio di Venezia sul Canal Grande che si abbandonava fra le braccia del bacino di San Marco non finiva mai di sorprenderla. L’acqua, baciata dal sole, sembrava coprirsi di un velo dorato e le increspature bianche delle piccole onde mosse dalle imbarcazioni l’adornavano come merletti e trine. La basilica di Santa Maria della Salute si ergeva sullo sfondo bianca e splendente, con le sue esuberanti volute…” (Il Sigillo degli Dèi)

Emma dall’altana al terzo piano della sua abitazione vede un meraviglioso panorama di Venezia, nel punto in cui il Canal Grande confluisce nel Bacino di San Marco; sullo sfondo, nell’area denominata “Punta della Dogana”, si erge la Basilica di Santa Maria della Salute.

La costruzione della Basilica, iniziata nel 1631 e terminata 56 anni dopo nel 1687, fu voluta dal senato veneziano come ringraziamento alla Vergine, che aveva fatto cessare una fra le più gravi epidemie di peste che colpì Venezia e l’entroterra. Il progetto del giovanissimo architetto Baldassare Longhena prevedeva un impianto rivoluzionario per l’epoca, costituito da una pianta ottagonale, coronata da due cupole e fiancheggiata da due campanili.

La modestia del luogo scelto per la costruzione e il rivestimento in pietra d’istria, bianco e splendente, nonché le poderose volute esterne contribuiscono a risaltarne la bellezza e la maestosità, facendo della Basilica della Salute uno dei più suggestivi monumenti del tessuto urbano della città. L’interno, sobrio ma con opere di Tiziano e Tintoretto, è altrettanto mozzafiato e assolutamente da visitare. Alla Basilica di Santa Maria della Salute e al ricordo di ciò che rappresenta è dedicata una delle feste più importanti e suggestive di Venezia, che si celebra il 21 novembre.

“Quella sera Emma e Alissa si diedero appuntamento in campo San Polo; entrarono in una pizzeria affacciata sul campo e presero posto ad un tavolo all’aperto.” (Il Sigillo degli Dèi)

Campo San Polo (nome derivato dalla storpiatura di San Paolo) è il più grande campo di Venezia, secondo solo a Piazza San Marco (che però non è un campo ma una piazza). Situato nel sestiere omonimo, uno dei più antichi di Venezia, la sua visuale, quando vi si accede dalle calli strette che lo connettono al tessuto urbano, lascia sorpresi per l’ampiezza, gli splendidi edifici (compresa la chiesa omonima), l’ariosità e il verde che lo adorna.

Fino al 1493, quando fu pavimentato, era adibito a pascolo; in seguito, venne utilizzato come piazza del marcato e fu molto famoso soprattutto nel XVI secolo quando vi si organizzavano anche giochi e tornei, vietati poi nel 1611. La sua storia è legata anche a molte vicissitudini e leggende, come ad esempio la morte di Lorenzino De’ Medici, accoltellato in questo campo nel 1548.

Oggi è uno dei campi più vivi e visitati di Venezia, dal grande fascino storico e architettonico

“Nei pressi di Ca’ Dario, poco lontano dal punto in cui si sarebbero separate per seguire strade diverse, Emma sentì un sussurro, un suono leggero e profondo, che sembrava lontano e portato dal vento; non riusciva a distinguere bene le parole, ma era sicura che qualcuno o qualcosa stesse chiamando lei.” (Il Sigillo degli Dèi)

Ca’ Dario o Palazzo Dario è un edificio situato nel sestiere di Dorsoduro e si affaccia sul Canal Grande. L’edificio, realizzato in stile veneziano, è famoso per una infausta leggenda che lega il suo nome ad una maledizione, secondo la quale tutti i suoi proprietari o abitanti finirebbero sul lastrico o morirebbero improvvisamente.

La leggenda è stata alimentata da una serie di eventi spiacevoli e tragici succedutisi dal momento della sua costruzione, avvenuta nel 1479 su commissione di Giovanni Dario segretario della Repubblica, come dote per il matrimonio tra la figlia Marietta e il ricco mercante di spezie Vincenzo Barbaro. Fu dal momento in cui la figlia ereditò l’edificio, alla morte del padre, che iniziarono le sciagure. Poco dopo, infatti, il marito Vincenzo cadde in disgrazia e Marietta, scioccata per l’accaduto si suicidò; una morte violenta colse anche il figlio della coppia, ucciso in Grecia durante un agguato.

In seguito, dal XIX secolo in poi, morti e disgrazie si succedettero con maggior frequenza fra coloro che lo ereditarono o lo acquistarono. Fra le morti più note e sconvolgenti ricordiamo quella del conte di Torino Filippo Giordano delle Lanze, nel 1970, che venne assassinato all’interno del palazzo, quella del bassista della band The Who, John Entwistle, nel 2002, colpito da un infarto mentre vi soggiornava per una vacanza, quella di Nicoletta Ferrari, sorella di Fabrizio Ferrari, morta in uno strano incidente stradale e infine il suicidio di Raul Gardini.

“Venezia era fredda e umida. Una nebbia bassa e densa avvolgeva l’aria e il riverbero su di essa dei raggi del sole, ancorché celato alla vista, produceva un bagliore diffuso che infastidiva gli occhi. L’aria, già gelida per la stagione, era resa ancora più fredda dall’umidità che saliva dai canali e penetrava fin dentro le ossa. … Sul vaporetto che da Tessera l’avrebbe condotta fino a Venezia rimase fuori dalla cabina, appoggiata al parapetto, nonostante il freddo fosse così intenso da renderle la pelle del viso quasi insensibile. Le sembrava di non provare più nulla.” (Il Sigillo degli Dèi)

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